Incredibile notizia, nove mesi alla deriva, ottomila chilometri a bordo di una barca di 8 metri, partita dal Messico e intercettata, qualche giorno fa, da un peschereccio taiwanese, tra le Isole Marshall e le Kiribati, in Micronesia.
Sstoria di sopravvivenza di cui si sono resi protagonisti tre pescatori messicani, partiti, stando alla prima ricostruzione, il 28 ottobre scorso dal porto di El Limon, 700 chilometri a Nord-ovest di Città del Messico, per quella che doveva essere una battuta di pesca d’altura della durata di 2-3 settimane.
Un guasto al motore li ha sorpresi al largo, completamente privi di orientamento, alla mercé di quelle stesse correnti che sospingevano verso Occidente i grandi navigatori del Cinquecento, facendo loro perdere la rotta e costringendoli, quando andava bene, a bere l’acqua piovana che riuscivano a raccogliere e a cibarsi di pesce, anatre e gabbiani crudi.
Altri due membri dell’equipaggio, stando alla prima ricostruzione, proveniente dalla capitale delle Marshall, Majuro, sarebbero dispersi dai primi giorni di deriva.